Signori e signore, la maglietta LanaSetaCotone mezzamanica è questa!

Non vi viene mai la curiosità di scoprire la storia delle cose che vi stanno intorno? Il nostro computer, la nostra macchina, la nostra casa, le nostre scarpe da dove vengono? Come nascono? Che storia hanno?

Noi a Perofil ce lo chiediamo e crediamo di non essere i soli a farlo: così abbiamo deciso di rispondere ad alcune di queste domande.

Abbiamo pensato di accompagnare i nostri prodotti, quelli a cui siamo più affezionati, con delle schede dettagliate che ne raccontano le caratteristiche di comfort, alcune informazioni tecniche riguardo la confezione e qualche curiosità.

Per esempio, la maglietta “Lana seta cotone mezzamanica“: puro cotone a contatto con la pelle e all’esterno lana finissima, leggera e morbida, con un filo di seta continuo, luminoso e pregiato, fatta apposta per tenerci al caldo nei mesi più freddi. Perfetto: ma quale lana? Che tipo di cotone? Perché è così comoda?

La lana che utilizziamo per il lato esterno di questa t-shirt è antitarmica, antinfeltrente, irrestringibile e finissima; non si restringe né si accorcia dopo i normali lavaggi in lavatrice, mantenendo intatte nel tempo la sua morbidezza e la sua luminosità. Utilizziamo anche il cotone Makò, un filato di ottima qualità che proviene dall’alto Egitto, prende il nome proprio da una località di quel territorio e ha, a sua volta, una storia esotica: fu scoperto nel 1820 da un francese che lo trovò nel giardino di un governatore egiziano che ne aveva importate alcune piante dall’Etiopia.

Infine questa maglietta è così comoda perché il tessuto e le bordature si adattano perfettamente al corpo, seguendo le linee del torace e delle spalle. Il tessuto è aderente, ma senza stringere. Le cuciture sono morbide, fatte con due aghi in modo da somigliare a quelle fatte a mano.

Ovviamente non vi stiamo raccontando proprio tutto tutto. Per saperne di più andate a leggere la scheda completa sul nostro sito.

Noi ci siamo divertiti a costruire queste schede…E voi? Cosa ne pensate?

Giudizi di braghe universali

Ma secondo voi i santi in Cielo portano la biancheria o no?

Certo se lo sono chiesti in tanti – del resto è un po’ come interrogarsi sul sesso degli angeli – come se l’è chiesto di sicuro anche Michelangelo quando gli hanno commissionato gli affreschi della Cappella Sistina.

Ci avrà pensato e si sarà detto che no, in Paradiso si sta svestiti e, di conseguenza, ha raffigurato santi e angeli nella loro bellissima e fisica nudità.

Alcuni pii cardinali però non erano d’accordo con lui e, anzi, si sono scandalizzati: c’era chi lo accusava di avere trasformato la Cappella in una raffigurazione di un bagno termale, chi diceva che proprio era un’oscenità, altri che volevano deferirlo al Sant’Uffizio e che si arrangiasse l’Inquisizione a farlo ragionare…

Nel frattempo si agitava la Controriforma con le sue misure austere.

Così alla morte di Michelangelo, il Concilio di Trento non ci mise molto a emettere una sobria nota Pictura in Cappella Ap.ca Coopriantur, vale a dire “Le immagini della Cappella Apostolica devono essere coperte”.

Fu incaricato del compito un allievo di Michelangelo, tale Daniele da Volterra, che ricoprì le nudità con perizomi, panneggi e foglie di fico e per questo si guadagnò il nome di Braghettone. Le caste coperture rimasero, nei secoli ne furono aggiunte altre, che però sono state rimosse in occasione del restauro del 1994.

Chissà come sarebbe oggi la Cappella Sistina così come se l’era immaginata Michelangelo, senza biancheria… (e poi detto senza presunzione, crediamo che i nostri prodotti siano di gran lunga più belli di quelli dipinti dal Braghettone) siamo convinti – e chi più di noi – che l’intimo vada indossato, ma insomma non credete anche voi che ci siano situazioni in cui si debba evitare?