Per una storia della biancheria maschile

La biancheria, come tutte le cose, ha una storia: cambia con il tempo, si modifica con il passare degli anni e dei secoli, cambia al variare delle culture, prima ancora che subire l’influenza del gusto personale.

La letteratura è piena di spunti e note che riguardano l’abbigliamento intimo: per esempio, i romani non indossavano mutande, ma una specie di perizoma chiamato subligatum: una fascia di stoffa legata intorno alla vita e intorno alle cosce che proteggeva le parti intime, ma a volte i senatori non portavano nulla sotto la toga e si dice che Giulio Cesare, al momento di essere assassinato, si sia stretto addosso la veste per difendere il suo pudore.
I longobardi portavano un indumento chiamato femoralia  e lo racconta Paolo Diacono nell’Historia Longobardorum.

Non esiste una storia della biancheria intima maschile, sarebbe interessante provare a raccogliere qui diversi annedoti per costruirne una…

Anche gli uomini portano le mutande!

Ebbene si, anche gli uomini portano le mutande!
A meno che non siano scozzesi in kilt, ogni giorno svariati milioni di uomini indossano un paio di mutande pulite, per non parlare di canottiere e magliette.
L’abbigliamento intimo maschile è tanto vario e ricercato quanto può esserlo quello femminile, tessuti, colori, forme… c’è una vastissima varietà di modelli tra cui scegliere.
Eppure è una cosa di cui si parla sempre pochissimo, argomento ancillare rispetto alle infinite discussioni riguardo l’intimo femminile. Le donne parlano del loro intimo, gli uomini parlano dell’intimo delle donne, ma non è vero il contrario, anzi! Le donne non parlano di cosa indossano gli uomini sotto i vestiti e gli uomini si guardano bene dal sollevare l’argomento.
Avete idea del perchè? Noi sinceramente ce lo domandiamo…